Che cos’è un Social Network? parte 2 WikiSAP.it

by tobia on November 28th, 2008

Come ho introdotto nel post precedente oggi parlerò di Wikisap, iniziamo subito con la domanda fondamentale, WikiSAP.it è un social network?

Indubbiamente , ogni utente registrato ha un proprio profilo ed ha la possibilità di connetersi con gli altri utenti attraverso un semplice sistema di “amicizie”, vi è la possibilità di scambiarsi messaggi privati e ognuno può pubblicare articoli o proporre contenuti che ritiene interessanti senza alcun tipo di moderazione. Sono supportati video, podcast, presentazioni, e semplici articoli testuali.

Il target a cui si rivolge è composto principalmente da manager e operatori della piccola media impresa e, benchè il target sia analogo a quello dei suoi clienti, SAP non utilizza questo sito per effettuare una semplice promozione dei suoi prodotti, tenta piuttosto di evangelizzare gli utenti su temi come l’innovazione tecnologica, il green IT , il digital divide e la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Ma come si è arrivati a definire questi temi? E sopprattutto come ha potuto WikiSAP in pochi mesi essere popolata da una vasta community altamente profilata?

Certamente il mezzo tecnico ha giocato un ruolo fondamentale come è stato per Facebook nel superamento di Myspace a livello di utenti iscritti, ma grande lavoro è stato fatto anche dalla redazione del sito in questione.

Le fasi della diffusione e del popolamento del sito sono state varie e ognuna conseguente all’altra, andiamo quindi per ordine:

La prima fase è stata affidata completamente all’agenzia di comunicazione che si è occupata di preparare e inviare comunicati stampa relativi alla nascita del servizio.

Conseguente a questo, utilizzando il database di mail di SAP, è iniziata una campagna di Direct Mail Marketing per notificare gli operatori del settore della nascita del sito a loro dedicato.

Una volta diventato WikiSAP.it pubblico abbiamo individuato i blogger indipendenti che hanno scritto a riguardo, sia nel bene che nel male. Questi blogger sono stati invitati tramite email personali ad iscriversi a WikiSAP.it, i loro articoli sono stati inoltre ripubblicati rispettando la licenza Creative Commons.

Mi sono preoccupato personalmente di mantenere monitorati i principali blog italiani che parlavano delle tematiche affrontate da WikiSAP.it in modo da poter riproporre settimanalmente i contenuti più interessanti fornendo così un servizio informativo al fianco di quello puramente sociale.

Per fare questo mi sono affidato principalmente ad uno strumento sviluppato per l’occasione denominato Social page. Questa è una piattaforma di aggregazione di feed rss e monitoraggio che, funzionando in maniera analoga a Google Reader, mi permette di selezionare gli articoli più interessanti, taggarli ed esportarli in un file xml. Questo strumento ha fatto sì che scoprissi un mondo di blog per me inedito. I blogger più interessanti sono stati contatti e invitati a unirsi alla community in quanto i temi trattati erano spesso affini se non identici a quelli trattati da WikiSAP.it.

La risposta dei blogger è stata molto positiva, in particolar modo quella di Antonio Savarese che tuttora risulta uno dei principali contributor esterni alla piattaforma, settimanalmente pubblica infatti 2 o 3 contenuti.

Dato che il tempo a mia disposizione per scrivere questo articolo è finito vi rimando al prossimo post dove approfondirò come abbiamo deciso di affrontare la creazione della community di WikiSAP.it.

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Che cos’è un social network?

by tobia on November 25th, 2008

Parlando con amici a volte può capitare di inflazionare usando gergo specifico del nostro ambiente di lavoro. Nel mio caso parlo spesso di community e social network che, benchè siano utilizzati da sempre più persone, non sempre hanno un significato univoco specie se destinatario e ricevente della comunicazione possiedono una diversa esperienza in ambito web.

Per chiarire è come la famosa definizione di web 2.0 dove ognuno ha la sua e vi è anche chi non ne conferma l’esistenza e chi ancora è già andato al web4.0 senza passare dal via, per i meno internettofoni è come il concetto di caffè nel mondo, ogni paese ha il suo modo di farlo.

Cercherò anche se in maniera incompleta di fornire un definizione univoca per poter circoscrivere per quanto possibile il fenomeno.

Consultando Wikipedia:

Una rete sociale (spesso si usa il termine inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali…

In ambito web la gestione della propria rete sociale è affidata ad una serie di strumenti accessibili sia lato desktop attraverso software di comunicazione come Skype, Messenger, Pidgin, Bonjour, sia lato browser, chat, forum e in generale tutti i siti che permettono agli utenti di connettersi e comunicare fra di loro.

Come ben mi ha insegnato Giovanna Cosenza (la mia professoressa di semiotica dei nuovi media ), tutti questi strumenti si possono considerare ambienti, l’ambiente chat, l’ambiente forum, l’ambiente di messaggistica istantanea e così via. In fondo quando ci si trova in una chat è come trovarsi in una stanza con altre persone a chiaccherare, non a caso la metafora delle stanze veniva utilizzata nei primi anni di diffusione di questi strumenti, stanze oggi convertite in topic (argomenti) nei forum.

Mi soffermo a questo punto per individuare l’ambiente web in cui gli utenti hanno la possibilità di connettersi e comunicare fra loro e, approffittando della celebre affermazione di McLuhan il mezzo è il messaggio“, definisco tali ambienti come “social network”.

Un social network è quindi un ambiente web in cui gli utenti possono connetersi, comunicare e aggiungo io condividere informazioni in modo personale.

Google reader è un social network dato che vi è la possibilità di condividere notizie con altri utenti? Come direbbe il premier ombra sì ma anche no, possiamo condividere notizie ma non possiamo comunicare con le persone con cui siamo connesse quindi no, è principalmente un aggregatore di notizie.

Facebook, Myspace, Orkut, LinkedIn invece hanno tutti in comune le funzioni fondamentali di comunicazione e interconnessione fra utenti, questi si possono felicemente definire Social Network.

Nulla di nuovo, già tutti definivano questi siti come social network, ritengo però sia fondamentale capire il perchè di questa definizione per poter andare avanti e riconoscere eventuali nuovi social network presenti in rete.

Sapreste indicarmi secondo i criteri individuati quali altri social network sono stati creati e gestiti in Italia?

Nel prossimo post continuerò con l’analisi riportando la mia esperienza diretta all’interno di WikiSAP.it

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Trenitalia e Google: quando l’informazione può confondere l’utente

by Lorenzo Viscanti on November 24th, 2008

Alcuni minuti fa mi trovavo all’interno della stazione di Bologna, aspettando il mio treno. Nella sala principale da alcune settimane sono stati rinnovati i pannelli informativi, sostituendo gli storici sistemi meccanici (realizzati da un marchio storico dell’industria italiana, tanto da essere esposto al MOMA di New York), con più moderni pannelli a LED.

(la foto è stata scattata con il cellulare, per cui il risultato non è ottimale)

I treni sono sempre stati una mia passione (da piccolo ho fatto impazzire i miei genitori a causa di un enorme plastico che ho cercato inutilmente di terminare per anni): così ho deciso di passare il tempo osservando il traffico in arrivo e partenza, analizzando però l’informazione con l’occhio di un progettista di applicazioni Web.

L’analisi è partita dalla colonna degli orari e da quella delle destinazioni, proprio come un qualsiasi passeggero, appena arrivato in stazione ed alla ricerca di informazioni sul treno che deve prendere (e di cui, nella stragrande maggioranza dei casi, conosce già questi dati). 

Il comportamento di ricerca del viaggiatore ferroviario è infatti sostanzialmente differente da quello del navigatore Internet che utilizza un motore di ricerca: su Google cerchiamo di navigare l’informazione, cercando qualcosa (una pagina) che risponde alle nostre necessità informative, senza sapere però a priori su quale pagina si concentrerà la nostra attenzione. Ed infatti le pagine dei risultati rispondono a questa nostra esigenza di navigare l’informazione cercando di contestualizzarla il più possibile (usando gli snippets, la data di pubblicazione, per evidenziare il contenuto più recente, e la data di una precedente nostra visita – come se il fatto di avere già visto una pagina ne indichi l’interesse anche nel futuro).

Bene, il pannello di Trenitalia di fronte al quale mi sono trovato è studiato quasi come una pagina dei risultati di Google, offrendo all’utente un panorama informativo che punta a contestualizzare le informazioni sui treni in partenza e in arrivo, più che assisterlo nella ricerca del binario per il treno che sta per prendere (l’operazione per cui il pannello è utilizzato più frequentemente).

Per ogni treno (e ne sono visualizzati ben 30 in partenza e 30 in arrivo, per non rischiare di confondere il viaggiatore medio delle ferrovie italiane) sono mostrate 8 colonne di dati (la società che effettua il treno, il numero, la tipologia, l’orario, la destinazione, l’eventuale ritardo, le fermate intermedie ed il binario), non rispondendo alle esigenze del viaggiatore, che si limitano in prima istanza a tre colonne, due chiavi di ricerca, la destinazione e l’orario, ed il binario.

Ogni informazione aggiuntiva potrebbe essere lasciata ad altri pannelli, come quelli nei sottopassaggi, senza compromettere il livello di informazione ottenuto dagli utenti.

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CloudFront: più cloud computing per tutti

by Lorenzo Viscanti on November 24th, 2008

Cloudfront, il nuovo servizio CDN di Amazon, rappresenta per le Content Distribution Network (e, in generale, per il web2.0) un po’ quello che la Ford T ha significato per il mercato dell’automobile: maggiore efficienza, calo dei costi e democratizzazione della tecnologia.

La maggior parte dei servizi web2.0 richiede il trasferimento verso l’utente di grossi file statici, siano essi video, come nel caso di Youtube o Vimeo, oppure file Javascript o immagini.

Per migliorare l’esperienza degli utenti rendendo più fluida e veloce la navigazione, questi contenuti (o meglio, i file che li rappresentano) vengono distribuiti utilizzando dei sistemi paralleli, che permettono di ottimizzarne il trasferimento in Rete. Decine di migliaia di server vengono utilizzati per replicare il contenuto, portandolo più vicino agli utenti finali, nello stesso continente, vicino ai nodi di distribuzione nazionali, oppure dentro all’infrastruttura degli ISP.

Questi sistemi sono chiamati Content Delivery Network (CDN) e sono alla base del funzionamento delle Rich Internet Applications, ovvero del web2.0.

Fino ad ora la possibilità di creare una piattaforma video, o mettere a disposizione grandi quantità di immagini, era riservata ad aziende capaci di investire diverse decine di migliaia di dollari in servizi come quelli offerti da Limelight o Akamai: il modello di pricing di questi servizi prevede infatti altissime entry fee (o requisiti minimi di traffico), a fronte di un costo che diviene estremamente basso per la banda e lo storage utilizzati.

Amazon ha esteso la propria offerta di Web Services con Cloudfront, abbassando sensibilmente la barriera di ingresso alla creazione di una propria CDN. Il nuovo servizio si occupa di distribuire il contenuto vicino agli utenti finali, ottimizzando i costi di storage e di distribuzione.

In questa maniera creare un servizio che richiede una grande quantità di storage e di banda per i contenuti messi a disposizione è alla portata di tutti, senza dover passare per contratti onerosi o investimenti hardware.

Una nuova piattaforma video, un nuovo sistema di condivisione delle immagini o, più semplicemente, un’ottimizzazione della distribuzione dei file statici di un sito ad alto traffico diventano alla portata di tutti i progetti (e di tutti i budget). Il cloud computing, non è solo creare immensi sistemi di calcolo distribuito, ma soprattutto rendere più efficiente l’infrastruttura necessaria alla distribuzione dei contenuti web avanzati.

Dentro Mikamai, CloudFront è già utilizzato per distribuire i video di Altomic, primo esempio in Italia di utilizzo del nuovo servizio di Amazon.

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