CloudFront: più cloud computing per tutti
by Lorenzo Viscanti on November 24th, 2008
Cloudfront, il nuovo servizio CDN di Amazon, rappresenta per le Content Distribution Network (e, in generale, per il web2.0) un po’ quello che la Ford T ha significato per il mercato dell’automobile: maggiore efficienza, calo dei costi e democratizzazione della tecnologia.
La maggior parte dei servizi web2.0 richiede il trasferimento verso l’utente di grossi file statici, siano essi video, come nel caso di Youtube o Vimeo, oppure file Javascript o immagini.
Per migliorare l’esperienza degli utenti rendendo più fluida e veloce la navigazione, questi contenuti (o meglio, i file che li rappresentano) vengono distribuiti utilizzando dei sistemi paralleli, che permettono di ottimizzarne il trasferimento in Rete. Decine di migliaia di server vengono utilizzati per replicare il contenuto, portandolo più vicino agli utenti finali, nello stesso continente, vicino ai nodi di distribuzione nazionali, oppure dentro all’infrastruttura degli ISP.
Questi sistemi sono chiamati Content Delivery Network (CDN) e sono alla base del funzionamento delle Rich Internet Applications, ovvero del web2.0.
Fino ad ora la possibilità di creare una piattaforma video, o mettere a disposizione grandi quantità di immagini, era riservata ad aziende capaci di investire diverse decine di migliaia di dollari in servizi come quelli offerti da Limelight o Akamai: il modello di pricing di questi servizi prevede infatti altissime entry fee (o requisiti minimi di traffico), a fronte di un costo che diviene estremamente basso per la banda e lo storage utilizzati.
Amazon ha esteso la propria offerta di Web Services con Cloudfront, abbassando sensibilmente la barriera di ingresso alla creazione di una propria CDN. Il nuovo servizio si occupa di distribuire il contenuto vicino agli utenti finali, ottimizzando i costi di storage e di distribuzione.
In questa maniera creare un servizio che richiede una grande quantità di storage e di banda per i contenuti messi a disposizione è alla portata di tutti, senza dover passare per contratti onerosi o investimenti hardware.
Una nuova piattaforma video, un nuovo sistema di condivisione delle immagini o, più semplicemente, un’ottimizzazione della distribuzione dei file statici di un sito ad alto traffico diventano alla portata di tutti i progetti (e di tutti i budget). Il cloud computing, non è solo creare immensi sistemi di calcolo distribuito, ma soprattutto rendere più efficiente l’infrastruttura necessaria alla distribuzione dei contenuti web avanzati.
Dentro Mikamai, CloudFront è già utilizzato per distribuire i video di Altomic, primo esempio in Italia di utilizzo del nuovo servizio di Amazon.









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