Social Media e b2b

by Lorenzo Grandi on May 31st, 2010

Post aggiornato l’8 giugno 2010.

Cosa funziona e cosa no per il business2business nell’ambito dei social media? Quante aziende ne hanno compreso l’importanza? In quale modo e con quali strumenti organizzano e monitorano la propria presenza on-line?

Tra le diverse analisi del fenomeno, ci sono alcuni per i quali le strategie b2b sono più simili al b2c di quanto si pensi. In base a questo report emergono due conclusioni: che per molti i social media si riducono a Facebook, Twitter, Youtube e i blog, e che le strategie b2b e b2c utilizzano di fatto gli stessi strumenti. Altri invece individuano regole di massima da seguire (1. non concentrarsi su tutti gli strumenti allo stesso tempo, 2. puntare sui contenuti, 3. non spammare, 4. scoprire cosa funziona meglio nel singolo caso), altri ancora organizzano le informazioni in mappe o attraverso interviste. Ecco inoltre alcune best practices legate alla relazione con gli utenti e alla diffusione del marchio.

In base a una ricerca di Fortune, poi, l’utilizzo dei social network da parte delle aziende ha quattro parole chiave: blog, Twitter, video e podcast. I blog aziendali sono in costante aumento (+6% tra il 2008 e il 2009), così come gli account Twitter (l’86% dei blog aziendali è collegato a un account Twitter). Un’analisi più dettagliata si trova qui.

Mikamai sta esplorando questo universo tramite Tech4Green, un magazine on-line sponsorizzato da Fujitsu e dedicato ad argomenti ancora poco esplorati dalle aziende italiane: cloud computing, Green IT e ottimizzazione delle infrastrutture aziendali. In accordo con le keyword individuate in precedenza, le azioni di engagement si incentrano su Twitter, video e podcast.

Aggiornamento: anche Valeria Maltoni di ConversationAgent esamina il valore dei social media, il cui valore aggiunto rispetto – ad esempio – ai White Paper sta nel linguaggio diretto e comprensibile. Per quanto riguarda invece il monitoraggio dei social media, qui si può scaricare un report che analizza molteplici aspetti. Il succo è che non basta ascoltare, occorre agire in maniera pertinente e scegliere con accuratezza tra i diversi tool di monitoraggio quello più adatto alle esigenze di ciascun caso, in modo da poter effettuare azioni di engagement coerenti. Questi i consigli discussi su Fresh Networks:

1. analizzare il modo in cui si parla del brand in questione, dei brand concorrenti e dell’intero mercato serve a conoscere non solo gli argomenti più ricorrenti ma anche il linguaggio usato dagli utenti. Questo può essere di aiuto per uniformare il proprio stile di comunicazione alla realtà dei consumatori

2. le discussioni possono aiutare a comprendere la direzione che sta prendendo il mercato. il tracciamento nel tempo degli argomenti più ricorrenti permette di identificare i temi che stanno emergendo.

3. ci sono molti tipi di riferimenti che possono nascere in rete, e nella maggior parte dei casi non c’è una reale necessità di rispondere. Il consiglio è quindi quello di capire se sia necessario rispondere, essere onesti e per quanto possibile obiettivi, e mantenere un livello di coinvolgimento umano per poter rispondere in maniera pertinente.

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4 Comments »

4 Comments on “Social Media e b2b”

Social media e B2B, quale futuro? | Tech4Green June 23rd, 2010

[...] volta Facebook, LinkedIn, Twitter, che significano: comunicare ad ogni livello, far partecipare e dialogare con gli stakeholder. Il marketing delle B2B sta dunque cambiando in modo [...]

Paolo Maffei July 12th, 2010

con le aziende b2b ho trovato TANTISSIMA soddisfazione su linkedin

loxyZows-online October 15th, 2010

good start

webchat September 11th, 2011

Thanks for the great read, i will be back for sure!.

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