Facebook incontra Milano

by Lorenzo Grandi on November 23rd, 2011

A Palazzo Mezzanotte – sì, la sede della Borsa, e sì, quello col dito di Cattelan davanti – si è svolto martedì 22 novembre 2011 un doppio evento: Facebook Developer Garage e Platform Marketing Bootcamp. Uno dedicato allo sviluppo, uno al marketing, per presentare a declinare molte novità presentate allo scorso F8.

Oltre ad alcune case history presentate (ma ancora da lanciare, non roviniamo la sorpresa!) si è spinto molto sul concetto chiave di esperienza utente: la libertà dell’utente e la trasparenza dei processi devono diventare centrali per qualsiasi operazione, dai permessi richiesti dalle app al meccanismo di tag sulle foto, fino alla pubblicazione di status.

Questo si traduce per chi sviluppa e diffonde app su Facebook in un approccio attento ai nuovi tipi di applicazione basati sull’Open Graph. L’utente dovrà mantenere la possibilità di decidere quali permessi dare alle app autorizzate e gestire in maniera manuale le operazioni classiche, come taggare le foto e aggiungere un messaggio personale a una notifica.

Altri punti interessanti erano relativi alle policy legate ai concorsi, che devono essere integrate alle leggi nazionali (ovviamente) – sapevate che non è più possibile sfruttare gli strumenti nativi di Facebook per i concorsi? Niente più tag sulle foto Ikea per vincere i comodini, insomma. Infine, nuove possibilità di targettizzazione dell’Adv in base a nuove API, che permetteranno di sfruttare i dati raccolti con le proprie app per raffinare il target delle proprie campagne.

Tra il pubblico, sgomento e confusione quando qualcuno ha proposto di utilizzare profili fake. Le direttive sull’utilizzo di Facebook in modalità business non sono ancora condivise da tutti. Ma se tante PMI, associazioni e organizzazioni vedono – ingenuamente o meno – nei profili personali un modo per raggiungere più facilmente il proprio target, cosa possiamo fare? Lo scopo di uno strumento viene definito anche dall’utilizzo imprevisto che le persone ne fanno, e anche in questo caso ignorare o censurare questo tipo di utilizzo non può essere una soluzione.

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One Comment on “Facebook incontra Milano”

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[...] is the translation of a post I wrote for [...]

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