@Mikamai all’evento #EyeOnChina
by Alessandro Rigato on February 26th, 2013
Giovedì 21 febbraio si è svolto presso il Talent Garden di Milano, il primo evento di Digital in the Round focalizzato sulla Cina: An Eye on China.
Scopo della serata illustrare lo scenario dei social media in Cina e le opportunità del digital marketing, il tutto presentato da Guido Ghedin (Marketing & Researcher per Young Digitals srl) seguito dall’intervento di Andrea Fenn (Strategy Director per Fireworks Limited di Shanghai).

Guido ha aperto le danze introducendo Digital in the Round (nuovo progetto di Young Digitals srl), facendo notare come i milioni di abitanti che risiedono in Cina, Russia e altre potenze mondiali che stanno crescendo, non siano presenti sui “western social networks”.
Niente Facebook, niente Twitter, niente Pinterest quando si parla con (e di) loro. E quindi?
Un po’ di dati per inquadrare la situazione:
1. L’India nel 2015 sarà il paese con più rappresentanti all’interno di Facebook (560 milioni under25);
2. Oltre il 93% degli utenti internet filippini sono su Facebook;
3. Il terzo paese più rappresentato su Facebook è l’Indonesia, mentre Jakarta è la città più attiva su Twitter a livello mondiale;
4. Il 92.5% degli utenti Facebook dallo Swahili si connette tramite mobile;
5. In Russia, più di 45 milioni di utenti sono iscritti a VKontakte. Su Facebook ne sono iscritti “appena” 7.5 milioni;
6. In Giappone, Facebook ha dovuto aspettare 5 anni prima di poter superare in termini di iscrizioni il social locale Mixi. Line (applicazione mobile e da desktop per scambiarsi messaggi gratuiti) ci ha messo 1 anno per superarli entrambi;
Dopo questa infarinatura generale, pronti per focalizzarci sulla Cina?
La Repubblica Popolare Cinese è il paese più popolato al mondo e con il suo miliardo di persone, occupa oltre il 19% del mondo.
Oltre 500 milioni di persone hanno meno di 30 anni e, pensate, la popolazione online supera i 550 milioni utenti!
Per quanto riguarda i dati da mobile, in Cina vi sono oltre 1.1 miliardi di mobile user (su 1.3 totale di popolazione!) e di questi, 300 milioni sono connessi alla rete 3G e hanno uno smartphone.
NB: in un anno gli utenti 3G sono passati da 50 a 200 MILIONI!
Cifre interessanti, non trovate? Andando più nel dettaglio tecnico, in Cina vi è un motore di ricerca che occupa ben il 92% del mercato: Baidu.
Baidu ha un’enciclopedia online scritta collaborativamente (Baidu Baike) e un forum di discussione con ricerche basate su parole chiave.
Il motore di ricerca cinese indicizza oltre 740 milioni di pagine web (ovviamente tutte lige alla censura del governo), 80 milioni di immagini e 10 milioni di file multimediali.
Supremazie anche per altri settori online: Alibaba leader degli E-Commerce, Tencent per i siti di Gaming e QQ per i sistemi di messaggistica (oltre 700 milioni di utenti).
Dopo quest’introduzione di Guido Ghedin, la parola è stata passata ad Andrea Fenn, in diretta webcam da Shanghai. Andrea si è addentrato più nel dettaglio dello scenario cinese. Dati alla mano: nell’ultimo anno, il 43% dei cinesi guardano MENO televisione e la distribuzione della carta stampata è diminuita del 10.4%, percentuale che si pensa aumenterà al 20% nel 2014.
Detto ciò, vediamo cosa succede online:

10 milioni di nuovi utenti online al mese. E pensate, il 58.7% del totale si trova su Weibo, il maggior social network della Cina, molto simile a Twitter (per fare una comparazione)
e ben 300 milioni di utenti usano il sistema di messaggistica da mobile Weixin (WeChat). Il cinese medio, e dopo questi dati non mi risulta strano capirlo, dà più peso ad un commento online espresso da uno sconosciuto, rispetto alla raccomandazione fatta “offline” da un’altra persona ed è per questo che la ricerca di prodotti e servizi avviene online, sui social network.
Che ci crediate o meno, il 77% degli utenti crede che la presenza sui social network renda il brand molto più attraente.
Di conseguenza, si contanto su Weibo oltre 230 mila pagine aziendali, ma le incomprensioni sono dietro l’angolo:

E’ ormai risaputo che in Cina, più si ostentano i soldi, più si mostra le cose costose che si riescono a comprare, più si è considerati una persona importante.
Non stupisce sapere quindi che l’80% degli acquirenti di prodotti di lusso sono under45.

Caso Burberry: il brand inglese ha dedicato il 60% del suo budget marketing in digital e, sopratutto, in Cina, che gli ha portato un +30% dei ricavi nel 2011.
Nel 2013 cosa accadrà? Beh, vi lascio alla presentazione di Andrea Fenn nella quale si stima un aumento considerevole delle vendite via E-Commerce,
del rafforzamento del Social-Commerce e dell’aumento di acquisti all’estero. Perché? Perché i nostri prodotti costano meno.
Per qualsiasi altra informazione sull’evento, le presentazioni e lo streaming dello stesso vi rimando a questo link: bit.ly/eye-on-china
E voi cosa pensate del mercato cinese?






















