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	<title>Unconventional Everything (Mikamai) &#187; video</title>
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	<description>Blogging on MIKAMAI and what it's up to: social media, startups and unconventional technologies</description>
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		<title>CloudFront: più cloud computing per tutti</title>
		<link>http://blog.mikamai.com/2008/11/piu-cloud-computing-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 23:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Viscanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cloudfront, il nuovo servizio CDN di Amazon, rappresenta per le Content Distribution Network (e, in generale, per il web2.0) un po&#8217; quello che la Ford T ha significato per il mercato dell&#8217;automobile: maggiore efficienza, calo dei costi e democratizzazione della tecnologia. La maggior parte dei servizi web2.0 richiede il trasferimento verso l&#8217;utente di grossi file [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.mikamai.com/wp-content/uploads/2008/11/207233715_0f1393ebef_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-196" title="Hard drive" src="http://blog.mikamai.com/wp-content/uploads/2008/11/207233715_0f1393ebef_o-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.readwriteweb.com/archives/amazon_cloudfront_outlook_for.php" target="_blank">Cloudfront</a>, il nuovo servizio CDN di Amazon, rappresenta per le Content Distribution Network (e, in generale, per il web2.0) un po&#8217; quello che la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ford_Model_T" target="_blank">Ford T</a> ha significato per il mercato dell&#8217;automobile: maggiore efficienza, calo dei costi e <strong>democratizzazione della tecnologia</strong>.</p>
<p>La maggior parte dei servizi web2.0 richiede il trasferimento verso l&#8217;utente di grossi file statici, siano essi video, come nel caso di <a href="http://it.youtube.com">Youtube</a> o <a href="http://www.vimeo.com">Vimeo</a>, oppure <a href="http://blog.jquery.com/2008/11/19/cloudfront-cdn-for-jquery/" target="_blank">file Javascript o immagini</a>.</p>
<p>Per migliorare l&#8217;esperienza degli utenti rendendo più fluida e veloce la navigazione, questi contenuti (o meglio, i file che li rappresentano) vengono distribuiti utilizzando dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Parallel_computing" target="_blank">sistemi paralleli</a>, che permettono di ottimizzarne il trasferimento in Rete. <strong>Decine di migliaia di server</strong> vengono utilizzati per replicare il contenuto, portandolo più vicino agli utenti finali, nello stesso continente, <a href="http://www.mix-it.net" target="_blank">vicino ai nodi di distribuzione nazionali</a>, oppure dentro all&#8217;infrastruttura degli ISP.</p>
<p>Questi sistemi sono chiamati <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Content_Delivery_Network" target="_blank">Content Delivery Network </a>(CDN) e sono alla base del funzionamento delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rich_Internet_application" target="_blank">Rich Internet Applications</a>, ovvero del web2.0.</p>
<p>Fino ad ora la possibilità di creare una <strong>piattaforma video</strong>, o mettere a disposizione grandi quantità di immagini, era r<strong>iservata ad aziende capaci di investire diverse decine di migliaia di dollari</strong> in servizi come quelli offerti da <a href="http://www.limelight.com" target="_blank">Limelight</a> o <a href="http://www.akamai.com">Akamai</a>: il <a href="http://kalsey.com/2008/11/cloudfront_and_the_cdn_market/" target="_blank">modello di pricin</a>g di questi servizi prevede infatti altissime entry fee (o requisiti minimi di traffico), a fronte di un costo che diviene estremamente basso per la banda e lo storage utilizzati.</p>
<p>Amazon ha esteso la propria offerta di Web Services con Cloudfront,<strong> abbassando sensibilmente la barriera di ingresso alla creazione di una propria CDN</strong>. Il nuovo servizio si occupa di <a href="http://www.allthingsdistributed.com/2008/11/amazon_cloudfront.html" target="_blank">distribuire il contenuto vicino agli utenti finali</a>, ottimizzando i costi di storage e di distribuzione.</p>
<p>In questa maniera creare un servizio che richiede una grande quantità di storage e di banda per i contenuti messi a disposizione è alla portata di tutti, senza dover passare per contratti onerosi o investimenti hardware.</p>
<p>Una nuova piattaforma video, un nuovo sistema di condivisione delle immagini o, più semplicemente, un&#8217;ottimizzazione della distribuzione dei file statici di un sito ad alto traffico diventano alla portata di tutti i progetti (e di tutti i budget). Il <a href="http://www.fabriziosinopoli.it/2008/10/27/cloud-computing/">cloud computing</a>, non è solo creare immensi sistemi di calcolo distribuito, ma soprattutto<strong> rendere più efficiente l&#8217;infrastruttura necessaria alla distribuzione dei contenuti web avanzati</strong>.</p>
<p>Dentro Mikamai, CloudFront è già utilizzato per distribuire i video di <a href="http://www.altomic.com">Altomic</a>, primo esempio in Italia di utilizzo del nuovo servizio di Amazon.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QJncFirhjPg&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/QJncFirhjPg&amp;hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il video più lungo (o di come la tv non sa più come reagire)</title>
		<link>http://blog.mikamai.com/2008/10/il-video-piu-lungo/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 07:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Viscanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Come avrete letto, alcuni giorni fa Youtube ha rilasciato un sistema che permette agli utenti di inserire link più precisi ai video, tenendo in considerazione l&#8217;istante in cui deve cominciare la riproduzione delle immagini. Questa funzionalità non sembra portare grandi novità all&#8217;interno del panorama del video online, ma invece è testimonianza di un cambiamento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.mikamai.com/wp-content/uploads/2008/10/tv-interruption.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-178" title="youtube deep links video length" src="http://blog.mikamai.com/wp-content/uploads/2008/10/tv-interruption.jpg" alt="" /></a>Come avrete <a href="http://blog.webnews.it/27/10/2008/youtube-adotta-i-link-intelligenti/" target="_blank">letto</a>, alcuni giorni fa Youtube ha rilasciato un sistema che permette agli utenti di<a href="http://www.techcrunch.com/2008/10/25/youtube-enables-deep-linking-within-videos/" target="_blank"> inserire link più precisi ai video</a>, tenendo in considerazione l&#8217;istante in cui deve cominciare la riproduzione delle immagini.</p>
<p>Questa funzionalità non sembra portare grandi novità all&#8217;interno del panorama del video online, ma invece è testimonianza di un cambiamento che sta avvenendo in questo settore.</p>
<p>La <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/il-futuro-del-video-online/" target="_blank">diffusione del video su internet</a> <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006567" target="_blank">è ancora in rapida crescita</a>, verso il 2012 avrà praticamente raggiunto la televisione, esaurendo la sua espansione. In questo cammino le modalità di fruizione del video cambieranno ad una velocità altrettanto rapida.</p>
<p>La prima caratteristica dei video consumati attraverso la Rete è la brevità: già il modello a hyperlink del web favorisce il passaggio rapido da un contenuto all&#8217;altro, e il video si è diffuso seguendo questo pattern. Contenuti brevi, consumati in rapida sequenza, muovendosi anche grazie alle funzionalità <em>related search</em> offerte dai siti; la banda ancora limitata è probabilmente un altra ragione della brevità dei contenuti video.</p>
<p>In questi giorni <a href="http://blog.hulu.com/2008/10/29/thanks-for-a-great-year" target="_blank">compie un anno hulu.com</a>, il sito di Nbc-Fox che mette online a disposizione (degli utenti US o di coloro che hanno imparato <a href="http://brunopellegrini.it/?p=83" target="_blank">qualche trucchetto</a>) una library enorme di contenuti televisivi; il mese di settembre è stato trionfale per hulu, che si posiziona saldamente al sesto posto nella clasifica dei siti video.</p>
<p>I contenuti messi a disposizione da hulu presentano però una differenza sostanziale con quanto troviamo su youtube: la <strong>durata,</strong> appunto. Se teniamo conto di questo fattore dobbiamo riconsiderare la classifica, giudicando eccezionale il successo di hulu (in termini di tempo speso sul sito, una metrica fondamentale dell&#8217;<a href="http://developer.tesene.it/35/leconomia-dellattenzione/" target="_blank">economia dell&#8217;attenzione</a>).</p>
<p>Proprio partendo dal successo di hulu c<a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2008/10/30/online-video-and-our-attention-span-get-longer/?hp" target="_blank">ominciano a diffondersi sulla Rete video di durata maggiore</a>: in un anno i video pubblicati su blip.tv sono passati da una durata media compresa tra i tre e i cinque minuti a circa sei. Anche i giornali online hanno cominciato a pubblicare mini-documentari, con una durata compresa tra i tre e i sette minuti nel caso del Wall Street Journal.</p>
<p>Impensabile fino a pochi mesi fa per quella che era considerata la durata media della capacità di attenzione davanti alla Rete. Vedere un video seduti alla scrivania è indubbiamente meno invitante che vederlo comodamente seduti sul divano di fronte ad un grande schermo, dove si gode di una qualità delle immagini ancora nettamente superiore.</p>
<p>Proprio la nuova feature di Youtube ci permette di capire che il comportamento dell&#8217;utente, da un lato più propenso ad una maggior durata, è ancora legato ad una navigazione veloce tra i contenuti, saltando da un video all&#8217;altro, con l&#8217;aiuto delle ricche interfacce dei siti.</p>
<p>Come la televisione forza l&#8217;utente a consumare completamente i contenuti (limitati nei telegiornali a poche decine di secondi per evitare una perdita di ritmo eccessiva &#8211; e il conseguente zapping), così il video online è più simile ad un giornale stampato: è chi legge che decide quanto spingersi avanti, a seconda dell&#8217;interesse suscitato in lui. In ogni caso il passaggio ad un nuovo contenuto non è una continuazione dell&#8217;esperienza, senza rappresentare un tasso di abbandono.</p>
<p>Su un assunto apposto si basa il modello dell&#8217;<a href="http://om4.com.au/interruption-marketing-vs-content-marketing/" target="_blank">interruption marketing</a>, alla base della pubblicità televisiva, che non può prescindere da un flusso monolitico di contenuti.</p>
<p>Se ne avessimo ancora bisogno, questa è l&#8217;ennesima prova della difficoltà in cu si trova il broadcaster per eccellenza del ventesimo secolo, la televisione.</p>
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		<title>Art is Art</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 12:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[This is so amazing I can&#8217;t stop watching it. Really wonderful art.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>This is so amazing I can&#8217;t stop watching it. Really wonderful art.</p>
<p><span class="youtube">
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<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uuGaqLT-gO4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" />
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<param name="wmode" value="transparent" />
</object>
</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uuGaqLT-gO4"><img src="http://img.youtube.com/vi/uuGaqLT-gO4/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p></p>
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		<title>Plus 4 Years</title>
		<link>http://blog.mikamai.com/2008/05/year-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Vaghi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Society]]></category>
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		<category><![CDATA[storage]]></category>
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		<description><![CDATA[According to the current growth rates in four years time we will be able to buy enough storage for about 30 years of audio/video of our life for roughly 100 euros.   It will be cheaper to record everything that happens to us and search it than to take notes or even think that we [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="blogPost">According to the current growth rates in four years time we will be able to buy enough storage for about 30 years of audio/video of our life for roughly 100 euros.</div>
<div class="blogPost"> </div>
<div class="blogPost">It will be cheaper to record everything that happens to us and search it than to take notes or even think that we should be taking notes. </div>
<div class="blogPost">
<p>How is this going to change how we search and organize information?<br />
How is this going to change our sense of identity? </p></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Altomic is born!</title>
		<link>http://blog.mikamai.com/2008/05/presenting-a-new-platform/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Vaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Development]]></category>
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		<description><![CDATA[So, here we are…during the past few months I had to work hard (overnight obviously) to create a new platform I was dreaming about since last spring. It is a platform for video discussions, some kind of asynchronous video chat. I started thinking about it when I first saw replies on Youtube. Don’t know what replies [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So, here we are…during the past few months I had to work hard (overnight obviously) to create a new platform I was dreaming about since last spring. It is a platform for video discussions, some kind of <em>asynchronous video chat</em>.</p>
<p>I started thinking about it when I first saw replies on Youtube. Don’t know what replies are on YT? When you watch a video you can reply quickly, directly on Youtube’s site by writing a text comment or by recording a short video directly with your webcam on your browser.</p>
<p>This feature is great, it allows users to quickly participate in discussions, by using an engaging platform like videos.<br />
I decided to work on an application where video discussions wouldn’t be only a feature, but rather video discussions were the core of my idea. At the time I wasn’t aware of other similar projects.</p>
<p>After a few months of hard work <a href="http://altomic.com">altomic.com</a> was born. Users can record their own videos and reply to videos sent by their contacts. The mos difficult part of this application is the video streaming technology, I had no previous experience with Flash and I had to learn a bit of it. It took me a few months, but finally I got it working.<br />
This is just an alpha version of the application, there is still a lot of work to do on the technology side and on the <em>community</em> side, as I want to build a tiny and engaged community of users.</p>
<p>So, give it a try, visit <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.altomic.com');" href="http://www.altomic.com/">altomic.com</a> and go to the sign-up page. To get you in please use this invite code, NOOSFACTORY. And let me know what you think of this early preview! I will talk about it, the technology, the concept and many other things on the next upcoming posts.</p>
]]></content:encoded>
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