Personal video sharing

by Andrea Reginato on March 25th, 2009

Il video online è ormai una tra le più diffuse attività in Rete ed ha un pubblico formato non solo dai più giovani o esperti. Ma se i video pubblicati su Youtube e Vimeo sono intesi per uno sharing pubblico esiste un’ulteriore necessità di convidividere video, con finalità differenti.

Ogni giorno teniamo rinchiusi nella borsa o nella tasca dei pantaloni decine e decine di file multimediali, che ritraggono momenti della nostra vita, i quali non sono destinati ad uno sharing pubblico. Sono i video che registriamo con i nostri cellulari, per ricordare momenti significativi della nostra vita e di quella delle persone più vicine a noi.

Grazie alla diffusione degli accessi mobili alla Rete, sempre più in crescita, è possibile condividere questo materiale con quella cerchia di persone che sono interessate a vederlo; chiamiamo questa attività personal video sharing, una condivisione dedicata soprattutto a video creati con cellulari e altri dispositivi mobili, come le fantastiche cam Mino HD (a proposito, come si fa ad averne una in Italia?)

Realizzando altomic abbiamo pensato proprio a queste necessità. La tecnologia mette a disposizione un solido supporto per l’upload dei video creati con il cellulare via email. Ogni utente infatti ha a disposizione un indirizzo mail personale a cui inviare i video dal proprio smartphone.

E’ anche possibile registrare video da webcam, direttamente sulle pagine di altomic.com o di un sito esterno. Tutto il sistema video di altomic, la registrazione e la riproduzione di video, è infatti disponibile come un widget javascript che può essere embeddato su un qualsiasi sito. Proprio sfruttando la tecnologia di embedding abbiamo creato un sito divertente dove raccontare i propri peccatucci, gustoperverso.


L’ufficio di mikamai oggi.

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Sulla produzione di una soap

by Lorenzo Grandi on March 19th, 2009

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Ma mica mi ami Soap è un esperimento creativo di format di narrazione collaborativa su new media.

Il format è un classico, mentre la partecipazione è libera e interattiva, e la narrazione è convergente. La transmedialità comporta una profondità nell’esperienza di fruizione, aumentando la motivazione al consumo. Con FaceBook è possibile discutere gli script; con Twitter ci si tiene aggiornati sulle nuove pubblicazioni ed appuntamenti per i casting; su YouTube si possono guardare tutte le puntate. Nodo centrale del progetto “Ma mica mi ami soap” sono i casting online.

Ne stanno parlando Ninja marketingBlog a puntate, Lavorare nello spettacolo, Samuele Silva, e-Zine, Youmark e il Corriere del Veneto.

In foto: Francesca nei panni di Emma Flaubert.

Nessun animale è stato maltrattato nella realizzazione di questa soap, anche se quasi tutti i membri e i collaboratori di MIKAMAI vi hanno preso parte.

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Prêt-à-porter mobile video

by Lorenzo Viscanti on January 5th, 2009

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Easy, lightweight and effective: videos are almost ready to wear. Finally we will explore all the capabilities of the devices we already carry in our pockets.
Most of us probably don’t use a mobile video service yet, but we will start using those services during the new year, thanks to the quick and easy sharing features that allow you to share directly your emotions, without having them locked in your pockets.
In the U.S. 6.5 millions people viewed videos from their mobile devices, in August 2008. That makes a tiny percentage of all users, but growing rapidly. In Europe the smartphones markets is more developed, and the invasion of the new devices is just about to start.

Why should you watch videos on your mobile device? Let’s remember what happened between TV and radio stations (…video killed the radio star), or the quick invasion of online videos and Youtube changing a web that was entirely based on text. The effectiveness and the magic engagement recipe of videos have a unique potential. The availability of contents that fit to everyone, from tv-series on iTunes to user generated videos will do the rest.

All the main barriers are going down. Thanks to new pricing models (i.e. prepaid cards and hourly tariffs) mobile broadband is becoming cheaper and cheaper by the day.

Additionally we almost have only three mobile platforms on the market (Symbian, iPhone and the upcoming Android) and this led to better interfaces (the keyboard, the touch screen and so on…), that led to a better user experience. For application developers it’s way easier to develop for only three platforms than for a thousand heterogeneous systems.

All this helps customers start using applications that are more engaging and have a lot more features, even on mobile devices. It all started with the advent of the iPhone (i.e. a device that merged a mobile multimedia player with a cell phone) and the other terminals that are arriving on the markets.

For the first time in history we have a device (made up by the cell phone and the broadband mobile network) that allows us to create, consume and share contents easily. It remins me of what happened to the Web with the diffusion of blogging platforms: content creation will explode and we will face two trends (that reflect consumers’ interests): high quality professional contents (available in iTunes and other marketplaces) and User Generated Videos.

This is the english version of a post that has been published here, in Italian.

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Il video più lungo (o di come la tv non sa più come reagire)

by Lorenzo Viscanti on October 31st, 2008

Come avrete letto, alcuni giorni fa Youtube ha rilasciato un sistema che permette agli utenti di inserire link più precisi ai video, tenendo in considerazione l’istante in cui deve cominciare la riproduzione delle immagini.

Questa funzionalità non sembra portare grandi novità all’interno del panorama del video online, ma invece è testimonianza di un cambiamento che sta avvenendo in questo settore.

La diffusione del video su internet è ancora in rapida crescita, verso il 2012 avrà praticamente raggiunto la televisione, esaurendo la sua espansione. In questo cammino le modalità di fruizione del video cambieranno ad una velocità altrettanto rapida.

La prima caratteristica dei video consumati attraverso la Rete è la brevità: già il modello a hyperlink del web favorisce il passaggio rapido da un contenuto all’altro, e il video si è diffuso seguendo questo pattern. Contenuti brevi, consumati in rapida sequenza, muovendosi anche grazie alle funzionalità related search offerte dai siti; la banda ancora limitata è probabilmente un altra ragione della brevità dei contenuti video.

In questi giorni compie un anno hulu.com, il sito di Nbc-Fox che mette online a disposizione (degli utenti US o di coloro che hanno imparato qualche trucchetto) una library enorme di contenuti televisivi; il mese di settembre è stato trionfale per hulu, che si posiziona saldamente al sesto posto nella clasifica dei siti video.

I contenuti messi a disposizione da hulu presentano però una differenza sostanziale con quanto troviamo su youtube: la durata, appunto. Se teniamo conto di questo fattore dobbiamo riconsiderare la classifica, giudicando eccezionale il successo di hulu (in termini di tempo speso sul sito, una metrica fondamentale dell’economia dell’attenzione).

Proprio partendo dal successo di hulu cominciano a diffondersi sulla Rete video di durata maggiore: in un anno i video pubblicati su blip.tv sono passati da una durata media compresa tra i tre e i cinque minuti a circa sei. Anche i giornali online hanno cominciato a pubblicare mini-documentari, con una durata compresa tra i tre e i sette minuti nel caso del Wall Street Journal.

Impensabile fino a pochi mesi fa per quella che era considerata la durata media della capacità di attenzione davanti alla Rete. Vedere un video seduti alla scrivania è indubbiamente meno invitante che vederlo comodamente seduti sul divano di fronte ad un grande schermo, dove si gode di una qualità delle immagini ancora nettamente superiore.

Proprio la nuova feature di Youtube ci permette di capire che il comportamento dell’utente, da un lato più propenso ad una maggior durata, è ancora legato ad una navigazione veloce tra i contenuti, saltando da un video all’altro, con l’aiuto delle ricche interfacce dei siti.

Come la televisione forza l’utente a consumare completamente i contenuti (limitati nei telegiornali a poche decine di secondi per evitare una perdita di ritmo eccessiva – e il conseguente zapping), così il video online è più simile ad un giornale stampato: è chi legge che decide quanto spingersi avanti, a seconda dell’interesse suscitato in lui. In ogni caso il passaggio ad un nuovo contenuto non è una continuazione dell’esperienza, senza rappresentare un tasso di abbandono.

Su un assunto apposto si basa il modello dell’interruption marketing, alla base della pubblicità televisiva, che non può prescindere da un flusso monolitico di contenuti.

Se ne avessimo ancora bisogno, questa è l’ennesima prova della difficoltà in cu si trova il broadcaster per eccellenza del ventesimo secolo, la televisione.

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Art is Art

by Giovanni on May 20th, 2008

This is so amazing I can’t stop watching it. Really wonderful art.

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